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Corigliano Calabro
Salice Resort Club - Corigliano Calabro
Salice Resort Club
Corigliano Calabro
Salice Resort Club
Sulla costa jonica tra Sibari e Corigliano sulle rive dello splendido mare greco all'ombra di secolari pini marini, sorge il nostro Hotel-Residence.
Il Salice Club Resort è il luogo ideale per i tuoi eventi, un posto unico e originale, dal tocco elegante e dallo stile moderno.

Agriturismo Casacchella - Corigliano Calabro
Agriturismo Casacchella
Corigliano Calabro
Agriturismo Casacchella
L’agriturismo “Casacchella” gode una bellissima posizione sulle prime colline della Piana di Sibari, un panorama più unico che raro, con vista sul mar Jonio e su immense distese ricoperte da ulivi secolari.
La tranquillità è assoluta, l’atmosfera è accogliente e familiare grazie all’attenta gestione da parte dei coniugi Natale Falsetta e Caterina Tocci appassionata di agricoltura biologica ed esperta di cucina tipica Calabrese


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La storia
Situato sui primi contrafforti della Sila Greca, il centro storico di Corigliano si erge su una collina posta a 207 metri sul livello del mare. Il territorio, la cui superficie complessiva è di kmq 196, è caratterizzato da un'ampia pianura, delimitata, a Nord, per circa 12 km. dal Mar Jonio; da una fascia collinare, che dal centro storico va fino a Piana Caruso; da un bacino montano, che si sviluppa fino ad un'altezza massima di 1103 m. sul livello del mare.

La storia della città inizia nel 977, quando, in seguito ad una incursione di orde arabe, provenienti dalla Sicilia, gli abitanti del borgo di S. Mauro (oggi, Cantinella) si rifugiano sulla collina, ove oggi si erge il Centro, allora podere di Corellio, un signore che fa parte di una famiglia romana, stanziatasi in Calabria nel corso del I° secolo d.C.
Nasce, così, sul colle detto "Serratore", il primo nucleo del centro urbano di Corigliano. Vengono create le prime case e le prime chiesette: Santa Venere, S. Basilio, S. Nicola, S. Maria della Platea.
Intorno al 1073, Roberto il Guiscardo fa costruire un fortilizio, che, nei secoli successivi, diventa un vero e proprio castello, dimora dei vari feudatari che si avvicendano sul territorio: i Sangineto e i Sanseverino (1192-1616), i Saluzzo (1616-1822), i Compagna (1828-1971).
La città, nel corso dei secoli, viene abbellita da monumenti architettonici di non trascurabile fattura: Chiesa di S.Maria della Platea (o S. Maria Maggiore), intorno al 1000; Chiesa di S. Pietro (1080); Chiesa di S. Marco (1100, al Pendino); Monastero di Santa Maria di Valle Josaphat (1110); Abbazia di S. Maria de Ligno Crucis (1185), in C/da Lìgoni; Convento dei Francescani Minori Conventuali (1220 circa, in C/da Pendino; poi, dal 1450, sulla collina dove sorge il nuovo convento con annessa la Chiesa di S. Antonio); Convento dei Carmelitani (1295, poi ricostruito nel 1493 con la chiesa annessa); Ponte Canale (1478); Convento e Chiesa di S. Francesco di Paola (1496); Palazzo di S. Mauro (1515); Convento dei Cappuccini e Chiesa di S. Anna (1582); Torre del Cupo (1601); Convento Ospedale dei Fatebenefratelli (1604); Monastero delle Clarisse (1630); Convento e Chiesa dei Domenicani (1646); Chiesa di Schiavonea (1649); Cappella di S. Agostino, in un'ala del Castello (1650); Convento dei Francescani Riformati e Chiesa di S. Maria di Costantinopoli (3-11-1686); Quadrato Compagna (1846-1850); Monumento ai Caduti (23-3-1924).
La vita politica sociale e culturale di Corigliano si svolge per secoli nel Centro storico della Città. I feudatari vivono per lo più lontano da Corigliano, sfruttano le risorse locali e poco fanno per il progresso socio-economico del territorio.
La pianura è infestata dai miasmi malarici e, solo con la bonifica degli anni '30 del Novecento, comincia a dare benessere a chi si dedica alle colture agricole.
Le terre di pianura, per secoli sfruttate per la semina del grano, per l'estrazione della radice di liquirizia e per la coltivazione del pomodoro, a partire dal 1952, quando si avvia la Riforma Agraria (O.V.S.), vengono intensivamente coltivate a clementine, mentre in collina resiste l'ulivo e, in montagna, il castagno, la quercia e il pino.

Nel corso dei secoli, sono tanti gli avvenimenti e i personaggi che danno un'impronta alla Città.
La venuta di S. Francesco di Paola (1476-1478) in città e la costruzione della sua quarta casa rappresentano una tappa importante del processo di sviluppo socio-religioso della popolazione coriglianese, che, nel 1598, elegge il Paolano a Patrono della Città.
Giuristi come Giovanni Marco Aquilino (1550?-1610), Luigi Palma (1837-1899), Domenico Persiani (1837-1918) e Costantino Mortati (1891-1985) esercitano un'influenza notevole nel mondo della giurisprudenza nazionale.
Poeti come Girolamo Garopoli (1606-1678), Francesco Maradea (1865-1941) e Costabile Guidi (1890-1971) sono voci genuine e profonde, che vengono ammirate e riprese anche fuori dai confini del Meridione.
Medici come Tommaso Bonparola (1788-1854) e Luigi Patari (1827-1909) operano in situazioni difficili, sacrificando la loro esistenza per gli altri.
Uomini di chiesa come Nicola Abenante e Leone Somma (santi 1227); i fratelli Giuseppe (1638-1692) e Giovanni Battista (1642-1689) Pontio (entrambi vescovi di Umbriatico), Matteo Persiani (1552-1649) (fondatore del Convento dei Cappuccini); Francesco Antonio Pisciotta (1625-1690) e Domenico Oranges (1799-1879) dedicano tutta la loro vita per l'elevazione spirituale delle popolazioni in mezzo alle quali svolgono il loro apostolato.
Storici come Francesco Longo (1562-1625), Pier Tommaso Pugliesi (1642-1715); Giuseppe Amato (1831-1886) e Francesco Pometti (1862-1911) scrivono volumi considerati, ancora oggi, testi fondamentali nella storiografia meridionale e nazionale.

La Città che ha sempre avuto come centro della sua attività l'agricoltura, nel corso dell'Ottocento si dota di un "Collegio-Convitto", che dal 1865 al 1937 eleverà la formazione culturale dei suoi cittadini e creerà quella classe di intellettuali che tra l'Ottocento ed il Novecento darà vita a testate giornalistiche, a libri, a promozioni culturali come il Teatro ed il Cinema (1912), che, pian piano, diventeranno patrimonio comune della popolazione.
A partire dal 1960, il Centro storico viene man mano abbandonato. Diventano, così, importanti realtà socio-economiche: Schiavonea, dotata di Porto e notevole centro ittico e balneare, lo Scalo (centro commerciale), Cantinella (centro agricolo), mentre sempre più si assiste all'abbandono della montagna, polmone ecologico di incomparabile bellezza.


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