Morano Calabro Oriolo San Marco Argentano
Clicca qui ed entra nei portali della Pubblisystem

Cosa trovi a:
Morano Calabro


<<<-o->>>
Jonio in Vetrina è il portale per pianificare al meglio le tue vacanze sulla Costa Jonica della provincia di Cosenza. L'offerta varia dagli hotel ai ristoranti, dai camping ai locali notturni e molto altro ancora. Tante proposte per tutte le tasche. Il funzionamento è semplice ed efficace: sarà sufficiente cliccare sulla località che vi interessa e troverete le migliori offerte. E poi notizie ed informazioni sui centri storici e sul territorio circostante. Inoltre, nella sezione vetrine, tante proposte per lo shopping con la selezione delle migliori aziende ordinate per categoria, per soddisfare ogni tua esigenza con un semplice click.


La storia
Morano Calabro (Murènu in dialetto moranese) è un comune calabrese di 4.807 abitanti situato nella zona settentrionale della provincia di Cosenza, confinante a nord con i comuni di Rotonda, Viggianello e Terranova di Pollino, ad est con Castrovillari, a sud con Saracena e San Basile ed a ovest con Mormanno.
La sua posizione strategica nell'alta valle del fiume Coscile (antico Sybaris) alle pendici del massiccio del Pollino, ha contribuito al suo sviluppo in epoca greco-romana ed al suo splendore in epoca medievale e rinascimentale sotto il feudo dei Sanseverino.
Dal 2003 detiene la nomina di centro fra i borghi più belli d'Italia, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, per la sua pittoresca posizione geografica e per la pregevolezza delle opere artistiche custodite. Recentemente il suo nome è stato inserito nella prestigiosa lista delle destinazioni europee del Progetto EDEN della Commissione europea.
Oggi è uno dei principali centri del Parco Nazionale del Pollino.

Sull'origine del nome del borgo non si hanno precise testimonianze storiche, si sono invece ipotizzate incerte e contrastanti teorie. Nel corso degli anni sono state fatte bizzarre congetture, quale ad esempio l'erronea supposizione che il nome "Morano" derivi dal fatto che sia stato fondato o abitato dai "mori": questa tesi appare inverosimile, dato che il toponimo è già attestato nel II secolo a.C. Analoghe teorie volevano che il nome derivasse dalla coltivazione dei gelsi mori che abbondano nell'agro circostante: anche in questo caso esse vengono considerate infondate, visto che dette coltivazioni sono state impiantate posteriormente all'epoca romana. Secondo la tesi dello storico Gaetano Scorza, secondo il quale Morano avrebbe origini magno-greche, è plausibile ritenere che il suo nome derivi dal verbo greco μερυω, cioè "raccogliere insieme, cumulare", con riferimento alla singolare struttura urbana, dove gli edifici paiono essere gli uni attaccati agli altri. Anche quest'ultima supposizione appare discutibile, visto che il borgo ha assunto questo assetto posteriormente.
Il nome Morano, o Muranum in latino, pone chiara luce sulla sua fondazione romana e riapre la questione sull'origine del toponimo, giustificando un'ipotesi più verosimile ma non provata da documenti storici. Poichè il suffisso latino -anum indica solitamente vasti fondi e proprietà di una famiglia importante della zona, nel nostro caso si tratterebbe di un antroponimo Murus o Murrus.
L'appellativo Calabro venne aggiunto con un decreto di Vittorio Emanuele II del giugno 1863, per distinguerlo da Morano sul Po.
Morano Calabro fu certamente fondata dai romani intorno al II secolo a.C. La prima traccia significativa del borgo è infatti nel toponimo latino "Muranum", comparso per la prima volta in una pietra miliare del II secolo a.C., la cosiddetta Lapis Pollae (o lapide di Polla). Muranum risulta essere stazione della Via Capua-Rhegium, antica strada consolare romana, comunemente denominata via Annia-Popilia. Successivamente, lo ritroviamo con il nome di "Summuranum" nel cosiddetto Itinerario di Antonino (III secolo d.C.) e nella Tabula Peutingeriana (III secolo d.C.).
In epoca altomedievale, durante le incursioni saracene del IX secolo, venne combattuta fra moranesi e saraceni una battaglia che vide vittoriosi i primi, la c. d. "battaglia di Petrafòcu". Oggi, viene annualmente ricordata come simbolo dell'indipendenza cittadina in una annuale rievocazione storica, la Festa della bandiera, oltre che iconograficamente nello stemma della città. Nell'età medievale il borgo fu feudo di Apollonio Morano, dei Fasanella ed Antonello Fuscaldo e nel XIV secolo passò ai Sanseverino di Bisignano. Questa nobile famiglia si sentì molto legata a Morano, lasciando numerose e preziose tracce storico-artistiche che li videro come mecenati, quali ad esempio la fondazione in segno di devozione (1452) del Monastero di San Bernardino da Siena patrono della città, e dell'ampliamento del castello (1515). A testimonianza dell'assiduo legame col borgo, Pietrantonio Sanseverino, maggior esponente della famiglia, accordò ai suoi feudi numerose concessioni grazie al celeberrimo atto Capitoli e Grazie, ratificato nella città di Morano il 1 agosto 1530, inoltre suo figlio Niccolò Bernardino (ricordato per gli orti botanici sanseverini di Napoli), vi nacque nel 1541 assumendo in segno di devozione familiare come secondo nome quello del santo patrono. Nel 1614 il feudo venne quindi ceduto agli Spinelli principi di Scalea, fino al 1806, anno di eversione dal feudalesimo. Il borgo seguì successivamente le sorti del Regno delle due Sicilie e del nascente Regno d'Italia.

Il Castello Normanno-Svevo appare in ruderi sulla sommità dell'abitato in posizione strategica da dominare tutta la valle dell'antico fiume Sybaris. Le sue origini risalgono all'epoca romana quando vi fu eretto un fortilizio utilizzato come base per l'attuale castello, edificato nel suo nucleo originario in epoca Normanno-Sveva. Venne in seguito ampliato nel primo quarantennio del cinquecento per volere del feudatario Pietrantonio Sanseverino che, nel compiere i lavori volle ispirarsi al modello del Maschio Angioino che sorge in Napoli. Il Castello, era dunque la residenza del feudatario in Morano, insieme al Palazzo dei Principi che sorge all'ingresso del borgo accanto alla porta sull'antica via delle Calabrie.


Il link


Il meteo



"Jonio in Vetrina" è un prodotto Pubblisystem - P.Iva 02456860788 - Tutti i diritti riservati - 2008