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Sibari


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La storia
Sibari (greco: Συβαρις, Sybaris) fu una città della Magna Grecia sul mar Ionio, affacciata sul golfo di Taranto, tra i fiumi Crati (Crathis) e Coscile (Sybaris), attualmente riuniti a circa 5 km dal mare, ma una volta con foci indipendenti. Oggi è una frazione del comune di Cassano allo Ionio e si basa su un'economia prevalentemente turistica.
Sibari era la più antica colonia greca delle colonie cosiddette "achee", e uno dei più antichi insediamenti greci in Italia meridionale. Secondo alcune fonti sarebbe stata fondata verso il 720 a.C. da Is di Elice, con coloni achei e, secondo Aristotele, anche di Trezene, anche se i Trezeni furono ben presto allontanati per l'insorgere di conflitti intestini.
Sorgeva in un sito caratterizzato da pianura particolarmente fertile, divenuta solo successivamente insalubre: la città accrebbe presto la sua ricchezza, grazie anche ai rapporti commerciali con il Mediterraneo orientale (p.es. la città di Mileto), e allo sfruttamento delle risorse di un ampio territorio, controllato anche grazie ai rapporti instaurati con molte comunità locali, che probabilmente furono in alcuni casi assoggettate. Sibari al culmine della sua potenza controllava, secondo Strabone (6, 1, 13), un dominio di cui facevano parte 4 popoli e 25 città ed era straordinariamente popolosa, anche perchè, contrariamente a quanto accadeva nelle antiche poleis greche, la tradizione vuole che fosse particolarmente prodiga nel concedere la propria cittadinanza. Fondò altre colonie in Italia meridionale, come probabilmente Metaponto (fondata secondo lo storico siracusano Antioco insieme con Achei fatti venire dalla Grecia), sul Golfo di Taranto, e, sul Tirreno, Poseidonia(Paestum) nell'attuale Campania, Laos e Scidro probabilmente sulla costa tirrenica della Calabria settentrionale, anche se ancora non identificate con sicurezza. Per quanto riguarda le prime due di queste fondazioni, che divennero città di un certo rilievo ed autonomia, esistono tradizioni minori o più tarde che sottraggono a Sibari la responsabilità del loro insediamento. Nonostante il fatto che queste versioni abbiano potuto trovare più o meno credito nella storia degli studi, tuttavia, ragioni di ordine culturale (per es. il dialetto greco che vi si parlava e l'alfabeto locale, acheo, usato per scrivere) e storico portano a credere che esistesse un legame originario fra queste poleis e Sibari. Il controllo politico su questo vasto territorio, che è stato definito dagli studiosi moderni "impero" traducendo il termine greco arché (= dominio, potere) era esercitato da Sibari tramite rapporti differenziati con le diverse comunità che vi erano insediate, a vario titolo alleate o subordinate alla città dominante, come sembra dimostrare una importante iscrizione e una nutrita serie di monete di centri minori (greci e non greci) che recano oltre propria denominazione il simbolo del potere sibarita, cioè il toro retrospiciente che caratterizzava le monete incuse della città dominante.
Nel 446-445 a.C. i discendenti degli antichi abitanti, dopo diversi tentativi andati falliti, riuscirono ad ottenere l'aiuto di Atene e di altri coloni dall'intera Grecia per rifondare Sibari. La nuova città sorse, con lo stesso nome, sul sito della prima, che non era stato mai del tutto abbandonato. Tuttavia i discendenti degli antichi Sibariti pretendevano di avere il controllo politico della città, e di ottenere privilegi di tipo economico e religioso rispetto ai coloni venuti dalla Grecia. Ciò portò a un grave conflitto in seguito al quale i vecchi Sibariti vennero uccisi quasi tutti dai nuovi venuti, e i pochi sopravvissuti furono costretti a fuggire, finendo poi col fondare una nuova Sibari sul fiume Arente. I vincitori, invece, dopo aver di nuovo chiesto l'aiuto di Atene e ricevuto altri coloni supplementari dalla Grecia, fondarono nel 444-443 a.C. una nuova città, la colonia panellenica di Thurii.
L'attuale Sibari, frazione del comune di Cassano allo Ionio, è sorta negli anni sessanta pochi km a nord dei siti archeologici di "Parco del cavallo", "Prolungamento Strada" e "Casabianca", contigui fra di loro, a cui si deve aggiungere "Stombi", leggermente distante da questi tre.


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